sabato 30 gennaio 2016

Recensione di Steve Jobs



         
Ho visto il film di Steve Jobs al cinema e vorrei fare qualche considerazione.
Il film dura due ore, ed all'inizio pensavamo tutti che sarebbe stato pesante, pesantissimo, insomma una strazio. Invece con mia grande sorpresa il film è scorrevole, ben scritto, e non ci si annoia.
Non ci sono sicuramente dei colpi di scena o delle scene d'azione mozzafiato, ma nel complesso è un buon film che cattura l'attenzione dello spettatore. 
Questo film è un documentario, un biografia, della vita di Steve Jobs: racconta le vicende di Steve fin dai primi problemi con il Macintosh nel 1984, conclusosi con il suo licenziamento dalla apple, per passare alla creazione della società Next e al suo conseguente disastroso e rapidissimo flop, fino all'assorbimento di Next da parte di apple (come previsto dal piano di Steve, evento che ha determinato la sua riassunzione nell'azienda ) per arrivare al 1998 con la presentazione del mitico i Mac, il computer che racchiudeva la CPU, il monitor e il drive in un'unico elemento caratterizzato da parti azzurre e trasparenti. 
La trama è lineare e tutte le azioni si svolgono in camerini, nella sala conferenze o negli uffici Apple e non si vedono mai le presentazioni dei prodotti, ma solo i retroscena; capisco questa scelta, d'altronde se siete appassionati le avrete già viste. Inoltre è incredibile come vicissitudini famigliari venissero sempre a galla nei momenti meno opportuni (sempre prima delle presentazioni dei computer). 
Fin dalle prime scene Steve si presenta sicuro di sé, inflessibile e un'abile stratega, sempre preso dal suo lavoro e intento a dirigere gli altri come un buon direttore d'orchestra.
Questo film cerca di parlare, in maniera abbastanza frettolosa a mio parere, anche della vita privata di Steve e in particolare il rapporto con la figlia Lisa che ha riconosciuto solo dopo una lunga battaglia legale.
Dapprima la tratta veramente malissimo, senza affetto e noncurante del fatto che è solo una bambina, e inoltre, non vuole tirare fuori un soldo.
Nonostante il test di paternità abbia dato esito positivo al 94%, per allontanare la bambina e sua madre, arriva addirittura a dire, che secondo un suo calcolo matematico, il 28% degli americani potrebbe essere il padre di Lisa dando della poco di buono a sua madre.
Durante il film, per fortuna, l'atteggiamento si Steve cambia, si ricrede e si interessa Lisa, compra una casa a lei e a sua madre e si emoziona quando la piccola usa il mac per fare la sua prima opera d'arte.
E anche se alla fine del film discutono per problemi relativi alla casa o al college, diventa evidente che Steve si è affezionato a lei, tanto che gli dirà che pur di vederla felice, farà in modo che potrà mettere 1000 canzoni in tasca, facendo intendere la creazione dell' i pod.
Inoltra racconta, brevemente,  l'abbandono,  l'adozione e il rapporto che ha avuto con i genitori. 
Del film molto significative sono state delle frasi che usa Steve per spiegare com funziona il mercato come ad esempio:
se in aereo viaggi in prima o in turistica atterri sempre nello stesso momento.
Significa che lui è ben consapevole del fatto che il suo prodotto è uguale agli altri computer, e che la differenza sta solo nel dettaglio in più, in una particolarità che riescono a catturare l'attenzione della gente e che li spingerà a comprare, come, nel caso del primo Macintosh potrebbe essere un semplice "ciao".
Il suo obbiettivo era far sentire le persone come se viaggiassero in prima classe.
E come mai le persone dovrebbero scegliere la prima classe?
Anche se arrivi allo stesso momento, avrai la sensazione di aver viaggiato molto meglio e questo alle volte più essere sufficiente per giustificare la spesa.