giovedì 28 gennaio 2016

Recensione di La tomba delle lucciole



La tomba delle lucciole dello Studio Ghibli


Io sono una grande fan dello Studio Ghibi, che secondo me, ha creato i più bei film d'animazione in circolazione.
Questo è un film un po' vecchiotto del 1988, ma ne sono venuta a conoscenza solo da poco, perché era uscito al cinema l'anno scorso.
Sinceramente questo cartone mi ha lasciata basita e senza parole, l'ho apprezzato davvero molto, anche se mi ha scombussolato molto.
Non è un film per tutti, anche se io ne consiglio la visione perché sicuramente vi farà riflettere molto. 
Questo è un piccolo assaggino della trama e si capisce che il film è molto duro fin dalla primissima scena:
Siamo alla fine della Seconda Guerra Mondiale e Seita, un ragazzino magrolino e malnutrito, muore all'interno di una stazione ferroviaria del Giappone, nell'indifferenza generale.
Un'inserviente butta via un piccolo contenitore di caramelle dal quale fuoriescono delle ossa e subito dopo appare il fantasma di una bambina, Setsuko, la sorella di Seita, circondata da tantissime piccole lucciole; in un istante accanto a lei appare proprio suo fratello e se ne vanno insieme per mano.
Da qui parte il racconto della storia dei due fratelli. 
Siamo nel pieno della seconda guerra mondiale e Seita sta seppellendo nel giardino i viveri della sua famiglia.
La madre di Seita dice loro che li precederà verso il rifugio antiaereo vicino alla caserma e raccomanda ai suoi figli di raggiungerla al più presto. Seita le dice di non preoccuparsi e poco dopo che la madre se ne va, prende in braccio sua sorella e comincia a correre. Gli americani, intanto, stanno lanciando bombe incendiarie e Seita non riesce a raggiungere il rifugio come stabilito, ma si nascondono in un anfratto.
Poco dopo la fine dei bombardamenti, Seita decide di raggiungere la città, ma si rende subito conto che tutto è stato distrutto dalle fiamme e che ci sono centinaia di morti intorno a loro, c'è gente che piange per la perdita dei propri cari e chi ancora il deve trovare.
Seita per tutto questo tempo si occupa della bambina con grande dolcezza; poco dopo decide di avviarsi verso la scuola che sembra essere l'unico edificio sopravvissuto alla tragedia. Una donna in mezzo alla folla lo riconosce e lo avvisa che sua madre è stata ferita e che occorre andare subito da lei.
Seita si precipita dentro la scuola e un uomo che conosce lo conduce nella stanza dove si trova sua madre.
Lei è adagiata sul pavimento con le bende su tutto il corpo e l'uomo dice a Seita che le sue condizioni sono molto gravi.
Seita ritorna della bambina, non vuole dirle che la madre sta per morire, e quindi le dice che è ferita e che presto andranno a trovarla, ma lei scoppia a piangere a dirotto, perché la vuole rivedere.
Purtroppo la sua madre muore dopo poco e Seita decide di mentire a sua sorella riguardo la sorte.
Il loro padre è su una flotta della marina e non sanno dove si trovi. Rimasti soli, decidono di andare a vivere da una zia, la quale si rivela disposta ad ospitarli e all'inizio sembra una persona gentile e premurosa, ma poi, quando il cibo diventa irreperibile e le difficoltà aumentano, diventa avida e si irrita per qualsiasi cosa, anche per la sola presenza dei ragazzi; li tratta male, li inganna, e considera Seita uno sfaticato. La situazione diventa insostenibile e il ragazzo decide di andare a vivere con la sorella dentro ad una grotta inabitata vicino ad uno stagno.
Purtroppo però non sarà facile perché il cibo scarseggia e sono continuamente sotto attacco aereo. Cercheranno aiuto anche dai contadini lì vicino, ma tutti saranno indifferenti. 
Questo film mi ha schioccato per alcune frasi che vengono dette durante tutta la storia e soprattutto per il modo in cui vengono trattati i ragazzi.
Il modo in cui la zia vende il kimono della madre in cambio del riso, sottraendone una gran parte ai ragazzi mi è sembrata davvero un'ingiustizia senza pari, per non parlare poi di quando deciderà che i ragazzi non mangeranno più riso perché non sono utili alla patria.
É stato terribile per me vedere che nessuno li ha aiutati e sono stati lasciati a loro stessi, addirittura il medico a cui Seita aveva portato sua sorella perché non stava bene, li ha liquidati con una velocità inaspettata.
Per non parlare del comportamento deplorevole della zia che non batte ciglio nemmeno quando i due ragazzi decidono di andare via da quella casa, e che anzi ne sembra quasi sollevata.  
Inoltre insegna che la guerra non guarda in faccia a nessuno, neanche ai più piccoli.
Nonostante tutto questo dolore, durante tutto il film si può percepire l'amore profondo che provano i due fratelli l'uno per l'altro che va al di la di ogni cosa; mi sono emozionata quando la piccola Setsuko era entusiasta di mangiare anche una singola caramella o quando era su di giri per andare a fare una piccola gita al mare. 
Le musiche sono strazianti e riescono a interpretare e a trasmettere perfettamente il dolore profondo provato dai protagonisti, si è completamente coinvolti quando si ascoltano quelle note e sembra quasi di partecipare alla loro sofferenza. 
Non faccio a meno di pensare come possa essere stato atroce quando la guerra c'era davvero e questo film ne evidenzia gli aspetti più orribili.
La continua mancanza di cibo e non riuscire a dormire la notte per la paura di essere attaccati deve stata un'esperienza davvero terribile e che non si può dimenticare.
La pace è un bene prezioso, che va assolutamente preservato, affinché tutti possano vivere la prorpia vita con dignità in un mondo migliore.